Una cifra record di 25 milioni di euro oltre interessi. A tanto ammonta la cifra riconosciuta agli ex specializzandi 96/2004 dalla Corte d'appello di Roma con la sentenza n. 1628 recentemente emessa. Lo precisa una nota degli avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli, responsabili del coordinamento nazionale network legale, che l'hanno conseguita. «La Corte» continua la nota «ha riconosciuto a carico dell'Università il diritto alla rideterminazione triennale delle borse parametrata all'incremento del Ssn, oltre interessi. L'Università dovrà quindi pagare oltre 15 milioni di euro, il Miur circa 10 milioni di euro. Nella stessa sentenza» continuano gli avvocati «viene inoltre disposto che il termine di prescrizione decorre a partire dall'emanazione dei decreti attuativi del 2007 e non dal D. Lgs n. 368/1999. Ciò significa che il diritto non è prescritto sino al 2017. La parte di sentenza a carico delle università è attualmente sotto il giudizio della Cassazione; mentre la parte a carico del ministero è passata in giudicato ed è in corso di esecuzione». Gli avvocati esprimono «viva soddisfazione per l'ennesima vittoria che è un nuovo tassello nella lunga battaglia contro lo Stato per il riconoscimento del diritto all'adeguata remunerazione, sancito in ambito Ue al fine di garantire ambiti omogenei di tutela tra gli stati membri, in favore dei medici specializzandi nel periodo tra il 1994 e il 2006».